HAEC EST VENERABILIS ECCLESIA SANTI LEONARDI
 ET QUATOUR SANCTORUM CORONATORUM
 HUIUS URBIS DREPANI PROPRIA CORPORIS FABRORUM MURARIORUM
HUIUS EIUSDEM URBIS

 A.D.   6  XI  1610 

Così è scritto nella targa affissa davanti alla chiesa dei Quattro Incoronati in via N. Nasi 57bis già via Cortina.
Il 6 di Novembre del 1610 era sabato, festività di San Leonardo.


Quel giorno l’Arte dei Muratori di questa città di Trapani trasportò la solennità dei Quattro Santi Incoronati. Infatti i Consoli e i Maestri Muratori quel giorno si incontrarono con il notaio Gianvito Vitale e fu redatto l’atto in cui S.E. Mons. Marco La Cava vescovo di Mazara del Vallo donò la chiesa di San Leonardo Lo Grande all’arte dei fabbricatori di questa città di Trapani “ Quorum Ecclesia solemintas est” presenti i Consoli e i Maestri Muratori , detta chiesa è sotto il governo di quell’Arte perché possano i Muratori amministrarla e curarla e venire incontro alle necessità occorrenti….loro e i futuri successori ” .
Da quel giorno la chiesa di San Leonardo Lo Grande prenderà il nome di Quattro Santi Incoronati e fu il giusto riconoscimento alla richiesta del 2 Giugno 1581 da parte dei Consoli Muratori che con atto a firma del Mastro Notaio Baldassare Grillo avevano avuto in concessione dal Vescovo Bernardo Gasch la trecentesca chiesa di San Leonardo Lo Grande e successivamente l’ 8 Novembre 1589 ,con atto a firma del Notaio Francesco Amelia e con l’autorizzazione del Vescovo Mons. Luciano De Rubeis vescovo di Mazara del Vallo, avevano iniziato i lavori di restauro della fatiscente trecentesca chiesetta di San Leonardo Lo Grande che terminarono nel 1600.

I Muratori hanno ricevuto un’ulteriore donazione attestata dal documento del 1763 redatto dal notaio Onofrio Venza, dove il benefattore barone don Francesco Testagrossa per la costruzione del “ sacrario “ di cui e’ sprovvista la chiesa dei Quattro Santi Incoronati , propria della corporazione dell’arte dei murifabbri di Trapani , confinante con la proprietà del barone , “ dona e concede e assegna una parte della casa di sua proprietà del pianoterra dietro l’altare della chiesa di 14 palmi di lunghezza e 22 di larghezza alla corporazione dei murifabbri di questa città di Trapani per la costruzione di detto sacrario per comodità e servizio della chiesa “ seguono condizioni di garanzia del barone da parte del corpus fabricatorium murariorum”. I nomi dei nostri Santi li abbiamo scritti sulle quattro travi in legno in alto , che non casualmente sono quattro ,come le fiaccole davanti al portone della chiesa e la loro effigie l’abbiamo impressa nel gonfalone che portiamo in processione il Venerdì Santo. La categoria ha sempre amato e curato la propria chiesa , tant’è che l’ha ricostruita a proprie spese una prima volta dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale e restaurata , così come la si può ammirare oggi , nel mese di marzo del 1999 , e sempre a proprie spese.
Oggi non è più un luogo di culto , ma la sede del gruppo sacro dei misteri “ La Flagellazione “ . Non è più un luogo sacro nel senso evangelico della parola , ma un microcosmo dove si racconta la storia del gruppo della Flagellazione e della maestranza dei Muratori.


La storia costruita sulla memoria e su fonti fotografiche ed esposta in uno spazio.
Ed è da oltre 400 anni che noi siamo qui.
“ Hic manebimus optime” . E qui stiamo benissimo.
F.D.C.M.S.

Calendario 2026

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