Nell’antica Roma i consoli (latino: consules, “coloro che decidono insieme”) erano i due magistrati, quindi dei capi, che, esercitavano collegialmente il supremo potere civile e militare ed erano dotati di potestas ( potere) ed imperium ( controllo) . La magistratura del consolato era la più importante tra le magistrature maggiori della Repubblica romana (immediatamente al di sotto della dittatura, che era però magistratura solo straordinaria). Il termine derivava, secondo Livio, dal dio Conso, una divinità che “dispensava consigli”, come dovevano fare i due massimi magistrati della Repubblica romana.
Altri consoli troviamo nei comuni italiani, e sono quelli che governavano le corporazioni di arti e mestieri in fiore già nel sec. XIII. Questo appellativo dato ai capi delle corporazioni pare s’introducesse per imitazione del titolo dei capi del comune e accennasse alla libertà piena degli artefici. I consoli delle arti avevano la direzione della corporazione, regolavano i rapporti fra i consociati ed esercitavano anche la giurisdizione sui consociati per controversie vertenti fra loro, e ciò sulla base dell’impegno reciproco che essi prendevano giurando sullo statuto. Quando poi le arti riuscirono ad avere un’ingerenza nel governo del comune, furono per l’appunto i consoli delle arti principali a esser chiamati ad assistere col loro parere prima i consoli del comune e più tardi il podestà, sino a che fu costituita un’apposita magistratura formata dai rappresentanti delle arti (priori o anziani), ai quali fu affidato il governo della città.
Tutti gli aspetti istituzionali, attraverso i quali si esprimeva la vita stessa di ogni arte, erano codificati nello Statuto di ogni singola corporazione. Solitamente, la ratifica del primo statuto era da considerarsi la data fondativa dell’arte, anche se sappiamo dell’esistenza di gruppi di artigiani e mercanti prima che tale norma si imponesse negli anni Trenta del XIV sec. Lo statuto, articolato in una serie di capitoli precisi e puntuali, diventava così il testo imprescindibile al quale ogni corporato doveva severamente attenersi.
Passando in rassegna diversi statuti si può notare come l’ordinamento interno fosse fondamentalmente simile e ancorato alla tradizione degli statuti più antichi, ratificati tra Quattro e primo Cinquecento. Secondo la tradizione, i consoli si riunivano, secondo tempi e modi propri, per eleggere un capo, che aveva l’obbligo di «stabilire un salario a medesimi, convenire fra di loro degli obblighi, subordinazione, e dipendenza de’ giovani, e rispettivi garzoni, regolare quello, che ogn’uno deve annualmente contribuire al paratico», trovare i fondi per le messe, aiutare chi ne aveva bisogno e «statuire» di onorare, appunto, il santo patrono dell’arte con messe e feste solenni.
L’elezione avveniva in determinati giorni dell’anno che potevano coincidere o meno con la festa del santo patrono, come nel caso dei Muratori il giorno della festività dei Quattro Santi Incoronati l’8 di novembre.
Per diventare maestri e quindi Consoli bisognava passare attraverso il cosiddetto «apprendistato»: un periodo più o meno lungo , dove il tirocinio poteva anche durare sei anni , periodo nel corso del quale l’aspirante seguiva un anziano. In seguito, come lavorante, doveva trascorrere altri anni e infine, sottoponendosi a un rigido esame, poteva aspirare a diventare maestro a tutti gli effetti. Da questo esame erano esclusi i figli e i generi dei maestri.
Gli statuti non erano un “testo statico”: spesso, infatti, si richiedeva all’autorità pubblica di ratificare statuti “aggiornati” (insieme alla riconferma di antichi privilegi) in vista di una sorta di adeguamento dei contenuti statutari ai mutamenti produttivi. Inoltre vi era lo scopo ben preciso di rinverdire norme spesso volutamente dimenticate come quelle che delimitavano il campo d’azione delle singole corporazioni che – pur essendo molto dettagliate e oggetto di forti sanzioni il trasgressore – si eludevano, sconfinando così nell’orbita altrui, mettendo a rischio e indebolendo il monopolio della propria arte. In realtà la strada verso l’accesso alla matricola era molto lunga. Comportava spesso notevoli costi, tanto che solo pochissimi arrivavano con successo alla fine del percorso ( Consoli veri).
Passato l’esame e pagata la tassa di matricola, il nuovo maestro doveva affrontare l’ardua scelta del luogo dove iniziare a lavorare. Questo ci fa capire quale era l’importanza e la funzione di un Console. Nell’ ambito della Settimana Santa a Trapani col termine di “console”, si vogliono oggi indicare quelle persone che animate di grande passione e spirito di sacrificio si sono e continuano ad impegnarsi al fine di meglio organizzare ogni edizione della processione. Il nostro Gruppo è costituito da Consoli, Aspiranti Consoli e Frequentanti. Il governo del Gruppo è così suddiviso : Capo Console , due Vice Capo Console , Tesoriere, Segretario. Partecipa al Consiglio di Amministrazione l’Immediato ex Capo Console. Dal 28 ottobre 2020 “La Flagellazione” è un associazione del terzo settore il cui organigramma oltre che dal C.d.A è completato dal Collegio dei Revisori, dall’ufficio legale e dal Collegio dei Probiviri.
F. D. C. M. S.












Per chi volesse acquistare il calendario storico del ceto dei muratori e scalpellini rivolgersi alla ditta Officina Grafica – Trapani