Il periodo che prelude la Settimana Santa a Trapani è caratterizzato dalle cosiddette ” Scinnute ” così chiamate perché anticamente durante i Venerdì di Quaresima le statue sacre, venivano Scinnute ( in siciliano fatte scendere) dalla nicchia della chiesa di San Michele, in cui erano esposte abitualmente, per essere collocate in un’area più visibile a disposizione dei fedeli. Ai nostri giorni nei sei venerdì quaresimali, uno o più dei Sacri Gruppi, vengono spostati al centro della chiesa, dove si celebra la Santa Messa e prima e dopo la funzione religiosa una banda musicale all’esterno esegue delle marce funebri.
Le prime notizie di questo rito risalgono al 1653. Fortunato Mondello, sostiene che furono cinque i Misteri che per primi cominciarono ad incedere nelle strade trapanesi: L’arresto, L’ascesa al Calvario, La sollevazione della Croce, l’Urna e ovviamente Il Cristo alla colonna, per usare l’antica denominazione. Pertanto si può presumere che in quel periodo la Confraternita di S. Michele Arcangelo usufruisse per tale rito di questi stessi gruppi. Il rito che si svolgeva nella chiesa di S. Michele, dove erano ospitati i gruppi dei Misteri, prevedeva l’esposizione del gruppo di turno e del SS. Sacramento sin dal mattino e all’ora di “compieta” si intonavano salmi per “ la gloria di Gesù Cristo”. Dalle informazioni lasciateci da P. Benigno da S. Caterina sappiamo che nell’ 800 “…finalmente si predica con un gran concorso di popolo in tutti i sei Venerdì di Quaresima davanti a qualche mistero della Passione di Gesù”. Costruito l’oratorio di S. Michele fra il 1712 e il 1749, la cappella assegnata alla Maestranza per la conservazione del gruppo scultoreo della Flagellazione fu la terza della parete orientale, fra la cappella dei Naviganti e quella dei Calzolai. Interrotte, a causa del secondo conflitto mondiale, “ i scinnute “ ripresero nel 1963, secondo l’antico ordine di “Scinnuta ” dei gruppi.
Il primo venerdì era riservato al gruppo raffigurante Gesù nell’ Orto di Getsemani, a cui nel dopoguerra subentrò, per motivi economici, la Caduta al Cedron, il secondo venerdì scendeva Gesù dinanzi ad Hanna, il terzo era la volta de La Coronazione di spine, sostituito anch’esso negli anni del dopoguerra dalla Flagellazione, quarto venerdì era per La Sentenza, poi l’Ascesa al Calvario, mentre la splendida e commovente statua di Maria SS. Addolorata concludeva i sei venerdì quaresimali.
Negli anni ’80 , si è assistito alle Scinnute da parte degli altri gruppi ,compreso il sabato di quaresima. Alla fine si è ritornati ai soli venerdì con una compartecipazione al rito degli altri gruppi . L’ascesa al Calvario e l’Addolorata che prima celebravano la Scinnuta da soli, negli ultimi anni vengono associati con altri gruppi .
La celebrazione della Santa Messa venne introdotta intorno agli anni ’70 e il Rettore della chiesa era padre Gioacchino Bertolino, oggi è celebrata dal vescovo di Trapani o dal Vicario.
Sono da ricordare le ” Scinnute ” che si celebrano il martedì ed il mercoledì precedenti la Settimana Santa. Quella dedicata alla Madre Pietà dei Massari e alla Madre Pietà del Popolo .
La “Scinnuta” del nostro gruppo si svolge il terzo venerdì di Quaresima, sostituendo dal 1963 (anno in cui vennero riprese dopo una lunga parentesi) il ceto dei Fornai che vi rinunciò. Da allora il nostro Gruppo non ha mai rinunciato alla Scinnuta. Fino agli inizi degli anni ’90 la Scinnuta l’abbiamo celebrata da soli in seguito si è associato il ceto dei Fornai.
Nel 1966 il ceto dovette per quell’anno rinunciare alla tradizionale Scinnuta (ovviamente al solo venerdì ad esso assegnato) in quanto il gruppo era in restauro .
Mentre nel 1987,in occasione del restauro del Prof. Cristaudo a Palermo, giunto il venerdì di Quaresima, in assenza del “mistero” la Maestranza non si è privata della cerimonia, la quale avvenne con la solita presenza della banda musicale, mentre per la funzione religiosa ci si servì di una statua dell’Ecce Homo generalmente esposta al pubblico culto nella chiesa di S. Domenico che, frattanto, ospitava temporaneamente i Misteri. Nel 1998 in occasione dell’ultimo restauro del nostro gruppo fu, sotto la direzione della sig.ra Maria Scalisi restauratrice, con molta precauzione spostato per il tempo della messa dal cantiere di restauro allocato nel transetto di destra all’interno della chiesa del Purgatorio e ivi riposizionato al termine della funzione religiosa.
Dal 2016, per la prima volta in tempi moderni e facendo seguito a un idea dell’allora Capo Console arch. Giovanni D’Aleo supportata da una ricerca e dalla riesumazione di un vecchio documento da parte del Segretario del Gruppo dott. Francesco D’Aleo, in occasione dello spostamento del Gruppo il mercoledì precedente il terzo Venerdì di Quaresima, è stata riproposta quella che realmente era la Scinnuta dei Gruppi quando si trovavano nell’antica chiesa di San Michele. Infatti, in questo antico documento del Governatore della Confraternita di San Michele, datato 1653 e riguardante le Scinnute , si descriveva che in preparazione della processione e per tutti i Venerdì di Quaresima la Compagnia del Preziosissimo Sangue di Cristo esponeva al mattino nella chiesa di San Michele il Santissimo e alcuni Gruppi “ sino al tramontare del sole “ quando ad hora di compita” si teneva la predica o “sermone per eccitarsi ( i fedeli) con maggiore fervore nel servizio di Dio”. Questa cerimonia era detta volgarmente “a scinnuta du Misteri”.
Pertanto i nostri portatori con le aste in spalla partendo dalla Chiesa dei Quattro Santi Coronati in perfetto silenzio seguiti da tutti i Consoli e da una rappresentanza delle Donne della Compagnia di Quattro Santi Coronati si sono diretti verso la chiesa del Purgatorio. Durante il percorso all’angolo di via Nunzio Nasi , alla piccola processione si sono aggregati i Consoli del ceto dei Fornai. Giunti in chiesa, accolti dal rettore padre Nicola Rach e da numerosi fedeli in mistico silenzio, dopo due colpi di ciaccola da parte del segretario del Gruppo nonché console muratore anziano dott. Francesco D’Aleo, seguiti da tre discreti suoni di tromba, al ritmo cadenzato del tamburo, il gruppo è stato spostato al centro della chiesa . Lo stesso rituale è stato eseguito dal ceto dei Fornai. Al termine del rito padre Rach ha impartito la benedizione a tutti i presenti. (vedi video)
Lo stesso rito, sempre il mercoledì, con momenti musicali diversi si è svolto fino al 2019.
Le Scinnute furono sospese nel 2020 a causa della pandemia da coronavirus.
Ripresero nel 2021. Causa le restrizioni imposte per il contenimento del Coronavirus, il programma delle Scinnute ha subito un forte cambiamento: infatti dopo un colloquio privato tra l’arch. Giovanni D’Aleo e il Rettore della chiesa del Purgatorio don Alberto Genovese condivisa dai Capi Consoli, il C.d.A dell’Unione Maestranze e le autorità di pubblica sicurezza, è stato stilato un calendario per le Scinnute con protagonisti tutti i Sacri Gruppi. Seppur a porte chiuse, si è vissuta comunque in maniera intensa la preparazione alla Settimana Santa attraverso le dirette in streaming sulla pagina Facebook “Unione Maestranze Trapani” e tutti i Gruppi hanno effettuato la propria Scinnuta. Piace precisare che il rito, con grande orgoglio da parte di tutti i Consoli Muratori, ha pedissequamente ricalcato quello che il nostro ceto celebra dal 2016 nella giornata del mercoledì in occasione dello spostamento del Gruppo che precede la Scinnuta del terzo venerdì di Quaresima. Infatti ad ogni Scinnuta, a partire dalle ore 19.00, “ora di compieta”, il gruppo scelto viene spostato dal portone d’ingresso davanti all’altare principale della Chiesa dove, dopo un momento musicale, una breve scheda storico-artistica che ne racconta l’ origine, valore artistico, curiosità, segue un commento spirituale a cura del rettore don Alberto Genovese, un breve stacco musicale, e infine, un momento di preghiera curato e animato dai ceti. L’ingresso nella Chiesa del Purgatorio è stato contingentato e ad ogni Scinnuta hanno potuto partecipare fino ad un massimo di 50 persone stabilite dal ceto che cura il gruppo che effettua la Scinnuta.
Il nostro Gruppo come da calendario ha svolto la propria Scinnuta il 5 di Marzo 2021 terzo Venerdì di Quaresima. Da rimarcare che tutti i componenti del Gruppo e le donne della Compagnia indossavano la mascherina dedicata. L’addobbo floreale è stato realizzato da Astrid e Andrea Di Pasquale figli del compianto Maestro fiorista Peppe Di Pasquale. Iniziata la funzione, il “Cristo alla Colonna” sulle note della marcia funebre “A Catanisa “ con tutti i presenti in piedi, magistralmente condotto in spalla dai nostri portatori in numero di 8 tutti vestiti con abito nero è stato posto davanti l’altare centrale. (Vedi video allegato.)
Le Scinnute del 2022 ,del 2023 e del 2024 si sono svolte secondo usanza.
F.D.C.M.S
Il giorno 21 Marzo 2025 , terzo venerdì di Quaresima , la città di Trapani si è raccolta, come ogni anno, intorno al mistero e alla memoria. In quest’ occasione, la Scinnuta del Gruppo “La Flagellazione” del ceto dei Muratorie Scalpellini . E si è voluta celebrare con una scelta musicale di singolare intensità: il celebre tango “Por una cabeza”, immortale composizione di Carlos Gardel, resa nota nel film “Scent of a Woman” (Profumo di Donna) con Al Pacino, è stata eletta quale colonna sonora del video commemorativo, divenendo voce e respiro del rito stesso.
Non si è trattata di una semplice scelta estetica, ma di un atto di intima connessione tra arte e spirito, tra la passione umana e la sacralità del dolore.
L’ispirazione è nata una sera silenziosa, dinanzi al piccolo schermo, quando la scena del celebre tango, quella che rese immortale la figura del colonnello Frank Slade (Al Pacino) e della giovane Dana, rivelò, nel suo ritmo, la medesima essenza della vita: un equilibrio fragile fra errore e grazia, fra caduta e resurrezione.
Nel film, il colonnello non vedente invita la donna a danzare, e, mentre le note di “Por una cabeza” si diffondono nella sala dorata del Waldorf Astoria, pronuncia parole che rimangono scolpite nella memoria:
“Nel tango non c’è possibilità di errore. Non è come la vita: è più semplice. Commetti uno sbaglio, ma non è irreparabile. Seguiti a ballare.”
Queste parole, semplici e solenni, sono divenute per noi emblema del cammino dell’uomo e del senso stesso della Scinnuta: il continuo alternarsi di dolore e speranza, di errore e perdono, di caduta e rinascita. Il tango, come la vita, è imperfetto, ma in quella imperfezione risiede la sua più alta bellezza: la capacità di non fermarsi mai, di continuare a danzare anche nel silenzio del dolore.
La canzone di Gardel — Por una cabeza, “per un colpo di testa” — nacque nel 1935 e porta con sé la malinconia e la passione. È un canto d’amore e di perdita, una poesia di desiderio e di sconfitta, dove l’animo umano si dibatte tra l’ebbrezza della vittoria e l’amarezza della disfatta. I versi più noti recitano:
Por una cabeza, si ella me olvida,
Qué importa perderme mil veces la vida,
?Para qué vivir?
“Per un colpo di testa, se lei mi dimentica,
che importa perdere mille volte la vita?
Perché vivere?”
In essi si cela il mistero della passione umana, quella che conduce l’uomo fino al limite della propria fragilità, ma che, al tempo stesso, lo redime attraverso il sentimento.
Nel tango, come nella fede, vi è una tensione continua tra carne e spirito, tra eros e pathos, tra abbandono e resurrezione.
E così, quando il nostro Gruppo della Flagellazione si accinge a vivere il rito della Scinnuta, la scelta di “Por una cabeza” non è un mero omaggio cinematografico, bensì una trasfigurazione sacra.
La sua melodia, nella versione proposta, assume toni più lenti, profondi, quasi funebri, chiudi gli occhi e immagina: all’esterno della chiesa, la banda intona il tema principale trasformato in marcia lenta, con fiati gravi e percussioni sobrie, come un respiro antico che accompagna i portatori nel loro movimento “annacato”; le note si dilatano in armonie minori, come un pianto sommesso che sorge dal popolo e si confonde col passo lento della processione; all’interno, durante la funzione, il tema sopravvive solo come eco lontana, forse un accordo d’organo, un corno solitario o un quartetto d’archi, che affiora e si dissolve tra le mura sacre, come un sospiro di memoria.
In tal modo, la “cabeza”, la melodia stessa , diviene parola e preghiera, un dialogo musicale con il dolore e la contemplazione.
Il brano profano si fa liturgia, ponte tra cielo e terra, tra la devozione e la carne viva del popolo.
Associare la Scinnuta della Flagellazione a un tema popolare come Por una cabeza è gesto di coraggiosa sacralità:
unisce il sacro e il profano, come nella tradizione barocca e siciliana, dove la fede si intreccia alla vita quotidiana;
ridà voce alla sofferenza, rendendola comprensibile a tutti, anche a chi non parla il linguaggio della teologia ma quello dell’anima;
collega la Passione di Cristo alla passione dell’uomo, ai corpi martoriati dal lavoro, alla fatica, al dolore della storia.
È un lamento con ritmo, una preghiera che danza.
E mentre le note si fanno più lente, e il Gruppo si muove, quasi sospeso tra luce e ombra, sembra che la musica stessa invochi il mistero della Passione:
la carne che soffre, il cuore che continua a battere, e la vita che, nonostante tutto, continua a danzare.
F.D.C.M.S
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