
Il giorno 8 di novembre vengono celebrati i Quattro Santi Coronati, patroni dell’arte muraria operativa e speculativa . Ma chi erano i Quattro Santi Coronati?
La loro identità è avvolta nella leggenda. Le notizie a noi pervenute vengono attinte da documenti inerenti la martirologia storica, i cui redattori, i più famosi dei quali furono il venerabile Beda nel 735 e l’anonimo di Lione 800 circa , hanno integrato notizie storiche a fatti tramandati verbalmente : siamo nel 306 d.c a Sirmium in Pannonia , uno dei territori dell’impero romano corrispondente all’odierna Ungheria occidentale ,all’Austria orientale, alla Slovenia e alla Voivodina ,l’imperatore è Diocleziano, dove quattro abilissimi lavoratori della pietra dai nomi di Claudius, Nicostratus, Simpronianus e Castorius , segretamente convertiti al cristianesimo , ebbero per la loro raffinata perizia riconoscimenti e remunerazioni da parte dello stesso imperatore ; ad essi , si unì un quinto di nome Simplicio dalla pelle nera , attratto anch’esso dalla perizia dei quattro e come loro abbracciò il cristianesimo , facendosi battezzare dal vescovo Cirillo di Antiochia , relegato in un carcere della Pannonia. Sempre più affascinato dai cinque, Diocleziano, commissionò loro una statua dedicata al dio Esculapio, causando l’invidia dei capi operai.
I cinque si rifiutarono di scolpire la statua del dio pagano e per aumentare la loro colpa, i capi operai denunciarono la loro fede. Riconosciuti sacrileghi furono dapprima flagellati e poi rinchiusi vivi in casse di piombo e gettati nel fiume. La sentenza fu eseguita l’otto di novembre; un mese e mezzo dopo un certo Nicomede, ne fece recuperare i corpi. Qui la prima parte della leggenda. Un anno dopo, Diocleziano ritornato a Roma, ordinò di edificare un tempio ad Esculapio, dove i soldati dovevano sacrificare. Quattro di essi si rifiutarono, vennero flagellati e morirono: era l’otto di novembre. I corpi restarono insepolti fino a quando San Sebastiano con l’aiuto del papa Melchiade, li raccolse e li seppellì al terzo miglio della via Labicana, sul versante orientale dei colli Albani. Poiché i nomi dei soldati, uccisi giusto nel giorno dell’anniversario dei pannonici, erano ignoti, il papa stabilì che fossero venerati sotto il nome di quattro dei cinque martiri Claudio – Nicostrato- Simproniano e Castorio , escludendo Simplicio.
Da questo momento non ci sono più notizie sul loro culto, fino al sesto secolo, quando una basilica, sul colle Celio, denominata “ Titulus Aemilianae “ prese il nome “ Titulus S.S Quattuor Coronatum” forse a causa della sistemazione all’interno della chiesa delle reliquie dei martiri romani in occasione della consacrazione avvenuta l’8 novembre . Ma i dubbi sui nomi dei quattro aumentano ancora di più, quando nel medioevo compaiono dei lemmi senza data con i nomi di Severo, Severino, Carpoforo e Vittorino che si riferiscono ai quattro martiri soldati; a questo punto i martirologi furono tutti concordi per denominarli genericamente Quattro Santi Coronati.
I Quattro Coronati sono stati scelti come santi patroni dalle confraternite dei lapicidi medievali che comprendevano architetti, muratori, scultori e tutte le maestranze che lavoravano nei cantieri delle grandi cattedrali. Le testimonianze più importanti del culto dei Quattro Santi da parte della muratoria operativa si manifestano nella consacrazione della chiesa sul Celio di cui si è già accennato , ma anche nella consacrazione della chiesa di Canterbury , nella chiesa di Orsanmichele a Firenze ; a Venezia dove uno dei capitelli di piazza S. Marco è dedicato ai nostri santi , compreso Simplicio che però qui non è incoronato ; a Bruxelles , dove un artista , su commissione dei muratori e degli scalpellini dipinge “ il mestiere dei Quattro Santi Coronati “. Anche la nostra Trapani non sfugge a questo culto, tant’è che il 6 novembre del 1610, per donazione del vescovo di Mazzara, la chiesa trecentesca di S. Leonardo lo Grande prende il nome di Quattro Santi Coronati e diventa di proprietà dei Muratori , loro e tutti i discendenti di quest’arte “di questa città di Trapani “.
Il culto si diffonde, in epoca antica, anche in Inghilterra, dove conosce anche momenti di basso fervore, per poi tornare a nuova vita nella seconda metà dell’800.
In conclusione , è doveroso fare due considerazioni : una dove appare evidente il motivo per cui i Quattro Santi Coronati furono scelti dalle corporazioni dei muratori operativi e di quelli accettati di tutta Europa, l’altra ,ed è quella che ci fa riflettere di più: che questi Martiri , chiunque essi siano stati , chiamiamoli : Claudio ,Nicostrato, Simproniano, Castorio , Simplicio, Severo, Severino, Carpoforo e Vittorino , sono morti per difendere una idea e quindi sono morti da uomini liberi , come tutti coloro , che in diversi periodi storici , lottando contro tirannie varie ,con il loro sacrificio hanno lasciato un estremo messaggio di libertà. Questo gli uomini liberi, non devono dimenticarlo mai.
Sulla base di un’accurata ricerca da parte del Console Muratore Segretario dott. Francesco D’Aleo, nel 2008 si decise di ripristinare l’8 di Novembre la festività dei Quattro Santi Coronati protettori dell’arte, tra l’altro dimenticata anche dalla chiesa come ebbe a dire mons. Adragna parroco della cattedrale durante la messa di celebrazione dei Quattro Santi Coronati. Pertanto su iniziativa del Console Muratore arch. Giovanni D’Aleo , si determinò di mettere in scena la storia dei Quattro Martiri. Per l’occasione l’arch. Giovanni D’Aleo incaricò Mons. Liborio Palmeri, allora Vicario Generale, di scrivere una sceneggiatura sui fatti riguardanti i Quattro Santi, Piervittorio Demitry venne scelto come regista e il maestro violoncellista Enzo Toscano per la parte musicale.
Da quell’incontro scaturì una trilogia di dramma sacro comprendente: la conversione, il martirio e l’elevazione al cielo.La prima rappresentazione, “la conversione”, è andata in scena il 28 novembre 2010 in occasione dei festeggiamenti per i 400 anni della donazione della chiesa dei Quattro Santi Incoronati ai Muratori di questa città di Trapani e per motivi di spazio si svolse presso la chiesa del Collegio. Protagonisti don Liborio Palmeri e Piervittorio Demitry accompagnati dal Maestro Violoncellista Enzo Toscano.La seconda rappresentazione, “il Martirio “ è andata in scena il 18 di novembre 2012 presso la chiesa del Purgatorio in occasione della benedizione della neocostituita “ Compagnia delle donne dei Quattro Santi Incoronati “. Regia di Piervittorio Demitry, testo di Mons. Liborio Palmeri e musiche originali composte ed eseguite dal maestro Enzo Toscano, Voce narrante Diego Gueci ,Soprano Simona Guaiana, voce di sottofondo Daniela del Giudice. Della Compagnia delle donne si parlerà in una sezione dedicata.Dulcis in fundo l’ultima rappresentazione della trilogia, “l’elevazione in cielo”, è andata in scena domenica 23 marzo 2014 presso la chiesa del Purgatorio, nell’ambito della manifestazione “Esposizione della Colonna Sacra della Flagellazione”
La peculiarità di quest’ultima rappresentazione è consistita nel testo e nella recitazione completamente in siciliano, scritta sempre da mons. Liborio Palmeri e interpretata dall’attore ericino Giovanni Barbera e da Piervittorio Demitry con musiche scritte ed eseguite dal Gruppo di canto popolare mediterraneo di cui uno dei componenti Giuseppe De Caro è console Muratore.Da rimarcare che tutte e tre le manifestazioni hanno conseguito un grande successo di pubblico e di critica nonché la presenza costante delle autorità civili e religiose della città.Di questa manifestazioni sono stati eseguiti dei servizi fotografici e video ad opera di Nino Lombardo Fotografo e della ditta Kyklops che andiamo a pubblicare. Pubblichiamo l’effigie dei Quattro Santi con la preghiera che si recita a Roma presso l’omonima basilica.
F.D.C.M.S.
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